Architettura

L’iniziò dei lavori di costruzione della chiesa di Sant’Antonio Abate si riconduce all’anno 1601. Tuttavia, già il 23 Maggio dello stesso anno fu scritta una lettera all’Arcivescovo di Messina dove si indicava che la costruzione della chiesa non poteva essere portata a compimento per mancanza di fondi. Gli antichi rettori si avvalevano allora solo dei lasciti delle famiglie più ricche di Castiglione di Sicilia come i Sardo e i Camardi. In seguito, per la fabbrica, si ricorse all’apporto economico della Confraternita delle Anime Sante del Purgatorio, fondata nel 1605. Questa Confraternita tuttavia, detta anche dei Bianchi o dei Trentatré, poteva avere solo un tale numero di associati scelti tra l'aristocrazia locale. Le donazioni erano dunque limitate. La Confraternita venne così sciolta e sostituita da quella di Sant'Antonio Abate. Quando la chiesa venne ultimata non aveva rendite ed appariva spoglia. Alla fine del Seicento risulta che la chiesa riceveva ancora, soprattutto da parte della famiglia Sardo, importanti lasciti e benefici. Il rivestimento lapideo del prospetto è dunque settecentesco. La particolarità plastica della facciata concava è un artificio che gli architetti siciliani di scuola romana avevano appreso dalla lezione di Francesco Borromini (1599-1667). Anche nel Sant’Antonio di Castiglione l’ondulamento plastico del muro in facciata, pur nella sua limitata estensione, è scandito da lesene, volute, lanterne, sculture, tutte perfettamente inserite tra gli elementi architettonici. In soli due ordini, il tuscanico alla base e lo ionico nella seconda elevazione si concentra la ricerca chiaroscurale e la tensione della forma organica inserita nell’architettura. Ma la scenografica teatralità del prospetto e il dinamismo delle sue linee ondulate è subito contraddetto dai robusti pilastri angolari in pietra lavica e dal sobrio campanile che rinserrano la composizione architettonica e restituiscono alla facciata stessa quei connotati di rigorosa geometria che risentono ancora della lezione classica. È in fondo la grande caratteristica del barocco settecentesco siciliano che in tutto il Val di Noto diventa preludio del Neoclassicismo. Nella sua ristretta disposizione planimetrica il fronte della chiesa di Sant’Antonio Abate di Castiglione di Sicilia può essere considerato uno dei momenti più alti dell’architettura barocca della Sicilia orientale.

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